Agenzia: Loveby srl - Part of H48 Group
Cliente: Loveby
Edizione: 2026

Denunciare e accendere i riflettori sull’assenza strutturale di un’educazione sessuo-affettiva obbligatoria nelle scuole italiane, una grave carenza che persiste nonostante il fallimento di sedici diverse proposte parlamentari nel corso degli anni. L’Italia, infatti, è tra i pochi Stati in Unione Europea a non prevederla, insieme a nazioni come Cipro, Bulgaria, Polonia, Romania e Lituania.

Sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo ai pericoli derivanti dall’utilizzare il porno come unico strumento formativo per i giovanissimi, in quanto alimenta modelli sessisti (specialmente nei maschi), genera insicurezze relazionali, disagio emotivo e una confusa percezione tra realtà e finzione.

Sfatare il tabù del sesso senza un approccio proibizionista o giudicante. L’obiettivo è insegnare a contestualizzare la pornografia come strumento ludico e di intrattenimento, e non come un modello reale su cui fondare dinamiche di potere o performance.

Fornire ai più giovani gli strumenti educativi essenziali e un linguaggio adeguato per comprendere il consenso, il rispetto, le differenze corporee e la sfera dell’affettività.

Idea Creativa

Se la lezione manca a scuola, la facciamo comparire dove nessuno si aspetta di trovarla.

Da questa inversione nasce #HackingThePorn, la campagna di Loveby, social mag tematico sulle relazioni sentimentali e amorose: hackerare volontariamente i contenuti pornografici per interromperli con una vera pillola di educazione sessuale. Alcuni creator adult hanno prestato gratuitamente contenuti, audience e spazio media; nel mezzo del video compariva Livio Ricciardi per ricordare che ciò che si sta guardando è una performance e che sessualità, consenso, intimità e relazioni non possono essere imparati solo attraverso il porno.

L’idea utilizza il linguaggio dell’hacking non come semplice provocazione, ma come meccanismo creativo: entrare dentro il sistema che sta educando “per errore” e modificarne temporaneamente il codice. Senza moralismi e senza colpevolizzare chi guarda, la campagna trasforma il porno da parte del problema a veicolo della soluzione. Loveby assume così un ruolo concreto: non limitarsi a chiedere educazione sessuale, ma iniziare a praticarla nel luogo culturalmente più scomodo e rilevante.

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