L’iniziativa nasce con un duplice obiettivo strategico: da un lato, riconfermare e consolidare l’impegno di IBSA nell’area endocrinologica e nel trattamento dell’ipotiroidismo, rafforzando la brand awareness e la percezione di IBSA come punto di riferimento autorevole e innovativo presso il pubblico e i pazienti; dall’altro, aumentare significativamente la conoscenza dei sintomi aspecifici legati alle patologie tiroidee e delle relative possibilità di diagnosi e trattamento. Questo secondo obiettivo si fondava su un insight chiave emerso dall’analisi del consumatore: la diffusa tendenza a sottovalutare o non collegare sintomi comuni (come stanchezza, difficoltà di concentrazione, aumento di peso) alla tiroide. La campagna mirava a stimolare un dialogo proattivo con il medico, invitando le persone, attraverso tutti i canali di comunicazione, a intraprendere un’azione concreta: informarsi ulteriormente e, soprattutto, considerare la possibilità di consultare un professionista per una diagnosi precoce.
Idea Creativa
L’insight di partenza è semplice e diretto: quando si avvertono sintomi, spesso ci si affida a consigli generici e non qualificati. La campagna ha scelto di ribaltare questa dinamica, invitando a sostituire le opinioni non verificate con un’azione concreta: chiedere un consulto al proprio medico o a un esperto. Il concept parte da una scena quotidiana e riconoscibile: una persona racconta i propri malesseri e riceve una serie di consigli non richiesti e non pertinenti, in un crescendo ironico e surreale. La svolta arriva con una domanda, semplice ma rivelatrice: “E se fosse la tiroide?”. Questa scelta narrativa ha reso il messaggio immediato, distintivo e memorabile, abbattendo la distanza tra comunicazione scientifica e vita reale.