Rafforzare la reputazione del brand, consolidando la conoscenza della missione corporate sintetizzata nel payoff “Tecnologia per la vita”, attraverso un progetto di impatto sociale concreto.
Non non solo con un claim, ma con un fatto che lo dimostra.
Idea Creativa
Negli ultimi anni i ragazzi più giovani socializzano più sulle piattaforme gaming che sui social network: infatti a Natalei regali più richiesti sono game e console. Ma chi ha una disabilità resta spesso fuori dalla partita.
Escluso non solo dal gioco, ma dalla socialità che il gioco oggi rappresenta.
Con Play-Able, Bosch ha tradotto il proprio purpose in azione concreta: donando postazioni di gioco accessibili, sviluppate su misura per le esigenze specifiche di 10 bambine e bambini con svantaggi motori o cognitivi, coinvolgendo la community gaming attraverso Favij.
Questa “abilitazione” è stata raccontata nel video hero di campagna: grazie a un controller speciale un bambino gioca a distanza con il pioniere del gaming italiano. Nel video (prodotto con shooting e integrazione A.I.) acquisisce dei “poteri” che gli permettono di salvare la vita al gamer più famoso d’Italia. Il racconto capovolge la prospettiva: non è il bambino ad aver bisogno di essere salvato, stavolta è lui il salvatore.
Il video hero è stato preceduto da una serie di teaser in cui Bosch annunciava il “loading” di una partita imminente, rivelando gradualmente la partecipazione di Favij; che per l’occasione non ha realizzato il classico unboxing da influencer, ma un “boxing” ben più importante.